The Blues Brothers

[The Blues Brothers] (1980)

di John Landis

The Blues Brothers è un film stracult, interpretato da vere e proprie icone: John Belushi, Dan Aykroyd, James Brown, Ray Charles, Aretha Franklin, Carrie Fisher (la principessa di Guerre Stellari), John Candy. Mi aspettavo una specie di musical, invece ho passato metà del film a ridere e l’altra a dire “pazzesco!”. E dire che da piccolo (avevo bho 8-10 anni) non mi era piaciuto (tra l’altro ricordo netta l’immagine del televisore in salotto dagli zii).

Voto: 8

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Edge of Darkness

[Edge of Darkness] (2010)

di Martin Campbell

Mel Gibson rientra nel ruolo di protagonista dopo 7 anni. Fa un certo che dopo averne sentite di tutti i colori sul suo conto. Il film non è che brilli di particolari spunti innovativi, però è molto avvincente e non cade mai nella banalità becera. La storia tratta tematiche di tipo cospirativo – corporativo. Messa così sembra paranoica, invece credo che film come questo, pur abbastanza leggero, aiutino a mantenersi una coscienza. Distinguere il bene dal male è una cosa: trovare la forza di mantenere fulgidi i propri principi, di non cedere a quel sottile ricatto per cui tanto non cambierà mai nulla. Bhe mica tutti ci riescono.

Voto: 7

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Arca Russa

[Русский ковчег (Russkij Kovčeg)] (2002)

di Alexander Sokurov


Incuriosito dall’uscita di Faust, che devo ancora vedere (e leggere …) ho scoperto non-so-dove che fa un po’ coppia con questo lavoro, che quindi ho voluto vedere prima, rispettando l’odine di uscita (cinefeticismo). Quello che è scoinvolgente di questo film è che è girato con un unico (1) piano sequenza. Magistrale. La voce fuori campo, il fatto che il protagonista non si veda mai (è lo spettatore), l’impossibilità di stabilire una data precisa, un senso, una ragione … ma che il tutto avvenga in un’atmosfera elegante, colta e suggestiva, ricca di spunti visivi e richiami storici. Molto bello.

Voto: 7

The Loved Ones

[The Loved Ones] (2009)

di Sean Byrne

Ha vinto un pozzo di premi (minori?) questo STU-PEN-DO horror made in Cangurandia. Psicopatia pura, opera magistrale per uno sconosciutissimo (me lo conceda) Sean chiii? Byrne che si dimostra solidamente ancorato al genere e ce la fa abbastanza fare sotto. C’è anche una sotria parallela alla principale che sembra non centrare una minchia e invece.

Voto: 8

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Vallanzasca – Gli angeli del male

[Vallanzasca - Gli angeli del male] (2010)

di Michele Placido


A me ha fatto abbastanza cagare devo dire. Ero partito anche lanciato sia perchè avevo sentito varie polemiche prima dell’uscita del film (il che mi faceva sperare, essendo in Italia, che finalmente qualcuno avesse osato andare fuori dalle righe), sia perchè per Michele Placido, che firma la regia, provo una nutrita stima. Invece (guardate non so da dove cominciare…) innanzitutto si ricalcano ancora i soliti stilemi del cinema italiano: il personaggio oddio il personaggio … e la storia dov’è. Interpretazioni pseudomerdodrammatiche. Fotografia finto vintegg venuto male e assolutamente non efficace (ho capito che si cerca la citazione di Milano Calibro 9 ma manca tutto il resto: altrimenti è pura scopiazzatura). Poi anche il messaggio sinceramente m’è sfuggito; voglio dire: questo Renato Vallanzasca non è nè un eroe positivo, nè uno super-cerebrale che si eleva al di sopra delle regole (vedi Bronson -ecchecazzo non l’ho recensito-), nè uno di alti ideali che combatte contro il sistema. No, è un povero cristo, un poveretto che ha bisogno dei soldi per sentirsi realizzato e che non ha nè stile nè orgoglio, tanto che prima faceva lo sborone e ora, due anni fa HA CHIESTO LA GRAZIA! Comunque il film è di quelli che fanno cagare ma va comunque visto.

Voto: 6

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Quella sporca dozzina

[The Dirty Dozen] (1967)

di Robert Aldrich


Ho guardato questo film, perchè assieme a Quel maledetto treno blindato fa parte dei capialdi della cinematografia che ha inspirato Q.Tarantino per Bastardi senza gloria. Sbrodolo il cast, senza convenevoli, in sintonia con il clima della pellicola: Lee Marvin, Charles Bronson, John Cassavetes, Telly Savalas (quello che faceva Kojac), Donald Sutherland. Il film è una ehmm .. cazzatona, ma fatta bene, basata su buoni e cattivi mica come le fanno adesso che vincono sempre quelli che fanno gli stronzi.

Voto: 8

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Stardust Memories

[Stardust Memories] (1980)

di Woody Allen


Forse oggi ho finalmente capito perchè, quando il Nostro è stato a suonare alla Fenicie, la sua appasionata ammiratrice, nonchè mia cara amica, Rosalba, non si è presentata al cuo cospetto. Non so, strappargli un autografo, manifestargli stima ed affetto, portare un cotechino o un vassoio di tagliatelle: mi parevano cose positive. Stardust Memories fa eco in maniera molto evidente al glorioso ed ormai polveroso cinema [magico-]neorealista italiano, ed in particolare Felliniano. C’è anche Sharon Stone che fa un cameo.

Voto: 8

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Beautiful Kate

[Beautiful Kate] (2009)

di Rachel Ward


Opera (almost) unica per il cinema di questa regista inglese, forse più nota alla cronaca come attrice, produttrice di serie per la (bleah) TV e per la parentela con i Kennedy. Il film è ambientato in Australia, mi aspettavo (prima di documentarmi, cosa che faccio, e vi invito a fare, sempre: DOPO aver visto una pellicola [in modo da assorbire il film privi di condizionamenti, come avrebbe indicato il bon Platone]) che il regista fosse Australiano (mi stavo già sperticando in lodi al cinema australiano) e che il regista fosse uomo. Cmq il film è molto figo e sopratutto è di quelli che ti lasciano qualcosa: infatti adesso è mattina e stanotte ho fatto dei sogni ambientati nella location del film. Questo post lo dedico a mia cugggina Paola che ha acceso la miccia per farmi tornare qui a scrivere perle.

Voto: 8

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Jack Goes Boating

[Jack Goes Boating] (2010)

di Philip Seymour Hoffman

Philip Seymour Hoffman firma il suo primo lavoro come regista, produttore ed interprete. Dietro la macchina da presa c’è già stato anche in Capote, di cui ha curato la produzione. Oltre a confermarsi un attore che sceglie i ruoli con cura (Magnolia, The Big Lebowsky, Capote, Profumo di Donna), si cimenta nella regia e sforna una pellicola molto emozionante senza lacrimoni.


Voto: 7

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Gummo

[Gummo] (1997)

di Harmony Korine

Questo film potrebbe non fare per voi. Infatti in Italia non è stato distribuito. Film eclettico, che senza cercare (facili) sensazionalismi, dipinge una dimensione sociale e (sopratTutto [due T]) morale parallela e agghiacciante. Di fatto è inibita la possibilità di immedesimazione con i personaggi del film. La mancanza del banale schema protagonista/antagonista (elementi che tra l’altro non sono presenti nella trama), rassicurante sia nella sua forma diretta (protagosta buono, antagonista cattivo) che inversa (protagonista cattivo ma superfico), porta a dover superare i comuni riferimenti per cercarne altri. Questo sconcerto può essere vissuto in vari modi: sicuramente la maggior parte delle persone non ne trarrà nulla: in quel caso, sappiatelo, il problema siete voi.
Tra gli interpreti spicca Chloë Sevigny senza ciglia, che ritrova Harmony Korine, stavolta come regista, che aveva curato la sceneggiatura di Kids di Larry Clark .

Voto: 8

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