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Coraline e La Porta Magica

[Coraline] (2009)

di Henry Selick

Cercando informazioni su questo film online, mi pare di aver capito (ma non ne sono sicuro anche se ho un ragionevole dubbio) che sia in 3-D, mentre io l’ho visto proiettato in un normale cinema. Forse è stato per questo che mi sono addormentato verso la fine, e quindi non ho veramente capito cos’abbia contribuito a decretare un 88% su Rotten Tomatoes. Realizzato in stop-motion, ci son dei personaggi interessanti, a tratti impressionanti… non è male per carità… all’inizio mi piaceva anche molto. La critica ci ha visto una “rilttura di Alice nel Paese delle Meraviglie“, tematica un po’ abusata peraltro, e comunque rispetto alla freschezza eterna e fantasia dell’originale, io non ci avrei nemmeno provato.

Voto: 6

L’Uomo che Fissa le Capre

[The Men Who Stare at Goats] (2009)

di Grant Heslov

Avere nello stesso film Jeff Bridges e George Clooney è già di per sè un motivo sufficiente per vedere questo film. Due tra i miei attori preferiti: eclettici e poliedrici. Peccato che il cast annoveri anche Kevin Spacey che trovo sempre insopportabile, non so se più lui o le sue ciglia. Ho scelto il martedì per trovare poca gente in sala, ma in troppi devono avere avuto la mia stessa idea. Buoni gli m&m’s comunque, nonostante l’alto impatto calorico restano sempre una droga irrinunciabile. Il film è ironico, c’è un humor molto sottile nonostante l’apparenza.

Voto: 7

Heat – La sfida

[Heat] (1995)

di Michael Mann

Stracult, il film che nel ‘95 (novantasinque) mi ha aperto le palpebre verso il cinema d’azione, che avevo sempre considerato una cosa da camonisti, e invece … bhe ma fare il camionista mi ha sempre un po’ attirato, giuro: un amore platonico ma sempre amore. Pellicola famosa per avere portato per la prima volta nello stesso film Al -Scarface- Paci(g)no e Robert -Taxi driver- de Niro cioè non so se rendo … e che annovera nel cast anche il moscissimo Val Kilmer, Danny Trejo (nei secoli : Machete), Tom Sizemore (che a me piace un bel po’ come attore) e last but not least Natalie Portman all’età di 14 anni, fresca di Leon (ci manchi Gary Oldman), girato l’anno prima. Che poi “heat” non vuol dire “sfida” ma “sbirri”, anche se il significato è più ampio e difficilmente traducibile per cui a prossima volta asse’ perdar.

Voto: 9

[The Imaginarium of Doctor Parnassus] (2009)

di Terry Gilliam

Capace, lo ripeto ad ogni film, di costruire delle ambientazioni strabilianti per il livello di cura dedicata ad ogni piccolo oggetto si trovi dentro al campo visivo della macchina da presa: non ha euguali Terry Gilliam, che contende la palma con Tim Burton (personalmente dico: vincendola, ma di misura) e ti regala emozioni e allucinazioni. Un film che va visto con i sensi spalancati, a palpebre dilatate, lascianosi cullare dallo stupore, lasciando appunto cadere lo sguardo su ogni dettaglio. Non una cura maniacale del dettaglio dovuta allo zelo, bensì un’eiaculazione inarrestabile di fantasia che pervade tutto ciò che tocca. Intarsiato di sottili messaggi provocatori sulla società, acuto e tagliente come la lama di un rasoio: su tutte la scena della mela rossa… non dico altro. Strabiliante Tom Waits, per la prima volta con la faccia pulita, l’unico personaggio pulito e ordinato di tutto il film: il diavolo.

Voto: 9

20091025 Parnassus

36ª camera dello Shaolin

[Shao Lin san shi liu fang] (1978)

di Liu Chia-Liang

Già dalla sigla spacca il culo di brutto brutto brutto. e parlo proprio del fatto che ti rendi conto che stai per vedere un film davvero spaziale. Non per niente tra l’altro sua maestà Q. Tarantino, ha ripreso la sigletta introduttiva dei Shaw Brothers per pimpare l’inizio di Kill Bill. 36 Chambers è anche un album del Wu-Tang Clan che ispirano i loro album alle gesta dei membri dello shaolin, mescolando tra l’altro ai pezzi brevi estratti da questi film cult degli anni 70. Che poi vedendo sta roba qui capisci anche da dove arriva la scena madre di The Matrix, a mio modesto (ma gnanca tant) parere, e cioè quella della lotta di karate tra Neo e Morpheus. Ho isto anche quelli di Bruce Lee (alcuni diciamo): ma qui stiamo su un altro pianeta.

Voto: 9

20091019 36 chamber

["Masters of Horror" Incident on and Off a Mountain Road -Season 1, Episode 1-] (2005)

di Don Coscarelli

Gisto giusto da domenica mattina, quando ti scegli tardi e puoi fare tutto con calma… spaparanzato sul divano ancora in pijama sparando gli ultimi sbadigli. Non male anche se non personalmente esaltanto. E’ il primo episodio della serie (non a puntate) di brevi episodi Masters of Horror, diretti da grandi nomi e/o emergenti. Un po’ banalotto, molto american style, ma si lascia guardare in certi momenti un po’ cosi’ …

Voto: 6

20091011 Incident on and off a mountain

Shortbus

[Shortbus] (2006)

di John Cameron Mitchell

Ho iniziato a fare il callo alle scene gay nei film, beh devo dire che questo qui è decisamente peso … da quel che leggo infatti il regista si è proprio posto come intento quello di definire un nuovo stile a metà tra il superesplicito e il film d’essai. Diciamo che nel cinema d’essai c’è varia filmografia gay-oriented, non lo so se fa figo, se fa culturale o che: ma è così. Se riesci ad astrarre un attimo, come dicevo un po’ di tempo fa guardavo questi film con un po’ di fastidio a volte, ma li vedevo lo stesso, insomma se riesci a concentrarti sulla storia e a non farti troppo impressionare quando si spompinano a vicenda per essere chiari, beh allora il film è molto bello, ambientato a New York e girato molto bene.

Voto: 7

20091010 Shortbus

La casa del diavolo

[The Devil’s Rejects] (2005)

di Rob Zombie

Sequel di La casa dei 1000 corpi, personalmente uno deli horror più fighi ed interessanti che abbia mai visto, anche se “un po’ troppo videoclip” secondo qualcuno peraltro di molto affidabile. Come tutti orami possiamo dirlo : TUTTI i sequel, lascia un po’ di amaro in bocca, non è lontanamente figo come il primo, io ribadisco: riuscirci è difficile, ripetersi impossibile. Non so neanche che genere affioppare a un film così, non è horror perchè non c’è tensione, non è splatter, e non è neanche thriller, l’unica cosa è che ci sono delle scene orripilanti per cui un po’ ti fa impressione, ma quando spegni la TV dici boooohhh. Sempre gran bel culo e molto sensuale invece Sheri Moon Zombie, moglie del regista che in questo film fa anche una parte, mentre nell’altro cortesemente si astiene.

Voto: 6

20091006 La casa del diavolo

Bastardi senza gloria

[Inglourious Basterds] (2009)

di Quentin Tarantino

Esco sempre un po’ sordito dalla sala, dopo i film di Tarantino. All’inizio del film ero decisamente emozionato. Il film parte e Tarantino sfodera una delle scene forse più micidiali da lui dirette, una scena non tanto basata sullo splatteraggio o su qualcosa di clamoroso, ma semlicemente magistrale per come è costruita, per i tempi, i dialoghi, le fisionomie dei personaggi. Primo tempo giocato sulla tensione, sull’attesa, semplicemente fantastico; Secondo tempo più sulla storia e la trama e meno sulla tecnica, ma forse durante il secondo tempo si è un po stanchetti? Il film dura parecchio, circa due ore e mezza. Per la prima volta in un film di Quentin Tarantino ho sentito la voce fuori campo. Tutti i personaggi del film sono micidiali, in primis Brad Pitt, e il Sgt. Hugo Stiglitz, per non parlare della caratterizzazione di Adolf Hitler. Solo Tarantino può concepire personaggi così impressive. Il film è ispirato a vari b-movies degli anni ‘70 ‘80, in primis Quel Maledetto Treno Blindato, che mi ero sparato all’inizio del periodo fibrillazione (settembre ‘08) che mi accompagna sempre prima di una nuova opera del mio regggggista preferitissimo. Il film è (probabilmente…) come sempre pieno di citazioni cinefile e quant’altro di succoso, su cui purtroppo non riesco ancora ad essere ancora ricettivo al 100%. Sono sicuro che più lo rivedrò, più mi piacerà, questo film, come tutti i film di Tarantino, va un po’ approfondito.

Voto: 8

20091003 Inglorious

I Sette Samurai

[Shichinin no samurai] (1954)

di Akira Kurosawa

Na botta di film, versione integrale più di tre ore, eccezzionale: capolavoro. Di sir.Akira Kurosawa il primo film che ho visto, ancora adolescente è stato Sogni, al locale Cineforum. Ricordo che mi ha abbastanza fleshato. Ho aspettato un sacco prima di vedermi I sette Samurai, perchè essendo un film stracult, sicuramente chiede un po’ di impegno, poi tre ore … Il film è del ‘54, bianco e nero, girato nelle province giapponesi. Nonosante tutto questo scoraggi, mentre lo guardi ti senti un superfiko, vorresti essere li anche tu a fare il prode guerriero. Poi l’ho trovato anche divertenete e per niente pesante.

Voto: 9

20090928 seven samrai

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