[Русский ковчег (Russkij Kovčeg)] (2002)
di Alexander Sokurov
Incuriosito dall’uscita di Faust, che devo ancora vedere (e leggere …) ho scoperto non-so-dove che fa un po’ coppia con questo lavoro, che quindi ho voluto vedere prima, rispettando l’odine di uscita (cinefeticismo). Quello che è scoinvolgente di questo film è che è girato con un unico (1) piano sequenza. Magistrale. La voce fuori campo, il fatto che il protagonista non si veda mai (è lo spettatore), l’impossibilità di stabilire una data precisa, un senso, una ragione … ma che il tutto avvenga in un’atmosfera elegante, colta e suggestiva, ricca di spunti visivi e richiami storici. Molto bello.
Voto: 7
